FOO FIGHTERS

10 Brani scelti da Marcella D’Amore dalla discografia dei FOO FIGHTERS.

10) OUTSIDE:

Atmosfera decisamente vicina allo Stoner in questo brano di “Sonic Highways”. Grande prova dei FOO FIGHTERS. Questa loro musica echeggia nelle sabbie del deserto. Il sole della California è tutto lì, nel fantastico, minimalista e toccante assolo di Joe Walsh, storico chitarrista degli EAGLES, guest star del brano.

9) COME BACK:

E’ brano che conclude l’album “One By One”, album credo sottovalutato, persino dallo stesso Dave Grohl. Gli attacchi di chitarra e batteria sono così duri, essenziali, si adattano perfettamente alla voce tagliente di Grohl. Poi quasi a metà del brano, il bellissimo intermezzo acustico che va in crescendo con l’aggiunta dei cori. Infine la pausa per poi esplodere di nuovo. Una nuova vita ed un finale trascinante. Decisamente uno dei migliori arrangiamenti del gruppo.

8) EVERLONG:

La prima cosa che ti colpisce è la geniale introduzione di chitarra, che si ripete nel corso del brano. Molto più effettiva live o in versione acustica, che nell’album “The Colour And The Shape”.Brano travolgente. Cantare i versi ben articolati del ritornello è davvero inevitabile : “… And I wonder if everything coul ever feel this real forever. If anything could ever be this good again …”

7) WHITE LIMO:

Lo trovo il brano più caratteristico di tutto “Wasting Light”. Definiamo spesso i FOO FIGHTERS come gruppo alternative-rock, ma qui esce un po’ fuori dal binario, il rock qui si fa più duro come si evidenzia nel riff aggressivo ed ossessivo del brano. E’ un omaggio appunto all’hard rock? Al metal?  MOTORHEAD o PANTERA? Sembra quasi una parodia di Grohl, (grande fan di entrambi), che ricorda molto le voci dei cantanti dei due gruppi, (Lemmy, Anselmo) anche se Grohl si avvale in realtà di un distorsore.

6) BREAKOUT:

Qualcuno potrebbe pensare a “Breakout” come ad un brano rock da stadio che ricorda il punk, di quelli che non ti fanno star fermo.  Questo brano invece è studiato nei minimi dettagli, molto elaborato come tutte le canzoni dell’album “There Is Nothing Left To Lose”. Si divide in tre parti: l’introduzione che riprende nel corso del brano, il tema principale ripetuto ed urlato nel finale, il corpo centrale come una riflessione sul tema.

5) OVER AND OUT.

I FOO FIGHTERS sono un gruppo alternative rock o rock’n’roll? Soltanto? Si lo sono, ma quando toccano le corde delle chitarre acustiche diventano Country, e sanno creare struggenti ballate come questa “Over And Out”, piccola ma immensa. Perfetto è il sodalizio tra chitarre ed archi, che si combinano in un raffinato arrangiamento. Dal secondo disco (acustico) del loro doppio album “In Your Honor”, un vero e proprio scrigno di perle. Merita un accurato ascolto.

4) MY HERO:

La storia è tutta qui : “There goes my hero, watch him as he goes…There goes my hero, he is ordinary …”

Come molti, mi sto ancora chiedendo se questo brano, anch’esso contenuto in “The Colour And The Shape”, sia realmente dedicato a Kurt Cobain, anche se poi non lo è veramente ma ci piace pensarlo. Poiché questo “My Hero” è uno di noi, l’eroe di tutti i giorni, il ragazzo della porta accanto o colui che tutti vorremmo avere per amico. Non si può fare a meno di urlarlo a squarcia gola.

3) LET IT DIE:

E’ un vero peccato che i FOO FIGHTERS abbiano eseguito questo brano poche volte dal vivo e solo probabilmente durante il tour a seguito della pubblicazione di “Echoes, Silence, Patience and Grace”. Il riff acustico ben studiato, che si combina nell’armonia di sottofondo delle altre chitarre, cresce con l’aggiunta della batteria, delle chitarre elettriche e della voce ben ponderata di Grohl che esplode come in un grido di dolore, in una delle sue migliori prove di cantante. Dedicata, per ammissione dello stesso Grohl, a Courtney Love e Kurt Cobain.

2) THE PRETENDER:

Quanti di noi hanno tremato, quando hanno sentito per la prima volta questo brano? Ecco è proprio come lo definirei: “The Pretender”, brano di apertura dell’album “Echoes, Silence, Patience and Grace”, è come un brivido che ti assale ogni volta che lo ascolti. Nel mitico testo due frasi in particolare che non si dimenticano :

“What if I say I’m not like the others? …”: perchè tu sei unico (?).

E ancora, qui eccede in tutta la sua efficacia : “What if I say I will never surrender”: perché tu non devi arrenderti mai (?).

1) TIMES LIKE THESE:

Un brano sempre attuale per il significato del testo ed uno dei primi composti da Grohl per l’album “One By One”. A quel tempo, (2002) i FOO FIGHTERS  attraversavano un periodo di crisi e rischiavano lo scioglimento. Rappresenta un inno di speranza: all’alba di un nuovo giorno, ci lasciamo dietro il passato e impariamo di nuovo a vivere, a donare e ad amare. Il rock incalzante, il ritmo perfetto della batteria, il riff armonioso e assolutamente uno dei migliori di tutta la storia del gruppo, decellerano nel finale lasciando solo la voce di Grohl che scandisce ancora una volta i versi chiave: “It’s times like these you learn to love again …”

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Marcella D’Amore è artista/pittrice Italiana. Nasce a Roma nel 1965 e si diploma al II Liceo Artistico Statale di Roma nel 1983. Dopo il liceo comincia subito a dipingere, indirizzandosi verso uno stile figurativo paesaggistico. Tra il 1984 ed il 1987 si trasferisce a vivere a Londra ed una volta rientrata a Roma, frequenta le gallerie e i centri culturali della capitale. Dagli anni 90 ai 2000, partecipa a diverse collettive e mostre personali. Durante questo periodo un’altra delle sue passioni, quella per il cinema, cresce con sua grande soddisfazione. Diventa dunque attrice e figurante in film come : ” La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “Ocean’s Twelve” di Steven Soderbergh , “Mission Impossible 3” di JJ Abrams , nella serie tv “Roma ” e in un gran numero di fiction e film italiani. Nel 2007 si trasferisce nelle vicinanze di Termoli, Molise. La sua pittura che fino ad allora aveva rappresentato soggetti di giardini inglesi, campagne in fiore, marine con barche a secco, trabocchi; ha una svolta con un cambiamento di stile radicale nel 2011, quando nella sua ambizione di sperimentare nuove tecniche, si orienta verso l’arte astratta sfociando nel simbolismo e nell’informale e soprattutto nella pop art, che sta tuttora sviluppando in un progetto dedicato principalmente al mondo della musica.

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