Dave Grohl nel suo studio in garage durante le registrazioni di Your Favorite Toy

Il 24 aprile 2026 i Foo Fighters hanno rilasciato il loro dodicesimo lavoro in studio: “Your Favorite Toy”. Composto da 10 tracce, l’album segna un ritorno alle origini, essendo stato registrato interamente nel garage di Dave Grohl, lo stesso studio casalingo che diede vita al leggendario Wasting Light nel 2011. Alla produzione ritroviamo Greg Kurstin, ormai collaboratore fisso della band sin dai tempi di Sonic Highways.

Oltre il dolore: da “But Here We Are” alla rinascita

Se il precedente But Here We Are (2023) era stato un doloroso tributo a Taylor Hawkins e alla madre di Dave, Virginia, questo nuovo capitolo vuole rappresentare una vera e propria rinascita. Mentre il disco del 2023 era intriso di riflessione e nostalgia con brani come “Rest” e “The Teacher”, “Your Favorite Toy” sembra voler prendere le distanze dalla sofferenza, puntando su un approccio scritto di getto e un’energia più viscerale.

I Foo Fighters, dopo anni segnati dalla pandemia, dai lutti e dai problemi personali di Grohl, gettano con questo disco le fondamenta per il loro futuro, comunicando al mondo di essere ancora qui per restare.

Il curioso caso del titolo: l’ira di Dave Grohl contro “Wicked”

In una recente intervista a Radio X con John Kennedy, Dave ha rivelato un curioso aneddoto sul titolo dell’album. Inizialmente, il disco doveva chiamarsi “For Good”.

“Ho pensato: ‘È davvero bello For Good!’. Tuttavia l’entusiasmo si è smorzato quando ho scoperto che il secondo film di Wicked si intitola proprio Wicked: For Good. Mi ha fatto veramente incazzare! Così ho cambiato il titolo della canzone e Your Favorite Toy è diventato anche il titolo dell’album”.

Analisi delle tracce: punk, hardcore e niente ballate

L’album si apre con la trascinante “Caught in the Echo”, seguita da pezzi come “Of All People”, la title track e “Spit Shine”. Nonostante il tentativo di eguagliare i fasti del passato attraverso un mix di punk, hardcore e alternative rock, l’impressione è che manchi ancora il “brano jolly”, quell’inno istantaneo destinato a diventare un classico nei live.

Una scelta coraggiosa di questo disco è l’assenza totale di ballate. Anche i momenti apparentemente più calmi come “Child Actor” o la gradevole “Window” non raggiungono l’intensità emotiva di pietre miliari come “These Days” o “Home”. In sintesi, Your Favorite Toy è un buon prodotto, solido e coerente, ma forse non il più brillante dell’ultima decade.

Take Over Tour: concerti a sorpresa e l’arrivo in Europa

Mentre l’album scala le classifiche, i Foo Fighters sono già nel pieno del loro Take Over Tour. La band si sta divertendo a sorprendere i fan con live annunciati all’ultimo minuto in piccoli club a prezzi stracciati, come il recente concerto all’Irving Plaza di New York, andato sold-out in pochi minuti.

La sezione europea del tour è alle porte e l’attesa per vedere come questi nuovi brani risulteranno dal vivo è altissima.

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Marcella D’Amore è artista/pittrice Italiana. Nasce a Roma nel 1965 e si diploma al II Liceo Artistico Statale di Roma nel 1983. Dopo il liceo comincia subito a dipingere, indirizzandosi verso uno stile figurativo paesaggistico. Tra il 1984 ed il 1987 si trasferisce a vivere a Londra ed una volta rientrata a Roma, frequenta le gallerie e i centri culturali della capitale. Dagli anni 90 ai 2000, partecipa a diverse collettive e mostre personali. Durante questo periodo un’altra delle sue passioni, quella per il cinema, cresce con sua grande soddisfazione. Diventa dunque attrice e figurante in film come : ” La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “Ocean’s Twelve” di Steven Soderbergh , “Mission Impossible 3” di JJ Abrams , nella serie tv “Roma ” e in un gran numero di fiction e film italiani. Nel 2007 si trasferisce nelle vicinanze di Termoli, Molise. La sua pittura che fino ad allora aveva rappresentato soggetti di giardini inglesi, campagne in fiore, marine con barche a secco, trabocchi; ha una svolta con un cambiamento di stile radicale nel 2011, quando nella sua ambizione di sperimentare nuove tecniche, si orienta verso l’arte astratta sfociando nel simbolismo e nell’informale e soprattutto nella pop art, che sta tuttora sviluppando in un progetto dedicato principalmente al mondo della musica.

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