Serj Tankian dei System Of A Down canta sul palco degli I-Days Milano 2026

È stata una serata da incorniciare quella dello scorso 6 luglio 2026 agli I-Days presso l’Ippodromo SNAI La Maura di Milano. Quasi 80.000 spettatori, sfidando il caldo torrido, si sono radunati per assistere agli show di due giganti della scena rock e metal mondiale: i Queens Of The Stone Age e i System Of A Down.

Queens Of The Stone Age: riff taglienti e l’energia di Josh Homme

Alle 19:00, dopo l’apertura pomeridiana affidata agli Acid Bath, i Queens Of The Stone Age sono saliti sul palco. Con un Josh Homme in canotta mimetica e in formissima, affiancato da Troy Van Leeuwen, Michael Shuman, Dean Fertita e Jon Theodore, la band si è lanciata in un set tiratissimo senza sosta.

Dimenticate la parentesi acustica e intima in stile “Alive at the Catacombs”: per Milano i QOTSA hanno scelto l’impatto frontale del rock più puro fatto di groove e riff secchi.

Il live si è aperto con la tripletta “Regular John”, “The Lost Art of Keeping a Secret” e “Feel Good Hit of the Summer”, per poi accelerare con “Sick, Sick, Sick” e concedersi una parentesi psichedelica con “The Fun Machine Took a Shit and Died”. Spazio anche ai lavori più recenti come “Paper Machete” (da In Times New Roman…) e “My God Is the Sun” (…Like Clockwork), prima del gran finale affidato ai loro classici intramontabili: “Little Sister”, “No One Knows” e una devastante “A Song for the Dead”.

Curiosità dal backstage: Tra le quinte, a godersi lo show dei QOTSA senza stare fermo un attimo, c’era proprio Dave Grohl. Come promesso la sera prima durante il concerto dei suoi Foo Fighters, il frontman è rimasto ad applaudire i suoi amici fraterni fino al set principale.

System Of A Down: l’esplosione dopo 9 anni di attesa

Sono trascorsi ben nove anni dall’ultimo concerto dei System Of A Down in Italia (al Firenze Rocks del 2017), ma per Serj Tankian, Daron Malakian, Shavo Odadjian e John Dolmayan il tempo sembra essersi fermato.

Passate da poco le 21:00, dopo l’intro di “Soldier Side”, l’Ippodromo è esploso sulle note di “B.Y.O.B.”. L’inizio dello show è stato un assalto sonoro continuo: “Suite-Pee”, “Chic ‘N’ Stu” e “Prison Song” hanno confermato quanto il loro repertorio mantenga una potenza dal vivo ineguagliabile.

Tra momenti teatrali come “Violent Pornography” e cori da brividi su “Aerials”, il pubblico si è reso protagonista assoluto tra pogo e circle pit sulle note di “Bounce” e “Suggestions”. Il finale è stato un trionfo: prima il capolavoro “Toxicity” (che festeggia i 25 anni dall’uscita dell’omonimo album) e poi la chiusura definitiva affidata alla furia di “Sugar”.

Scaletta completa del concerto dei System Of A Down

  1. Soldier Side (Intro)
  2. B.Y.O.B.
  3. Suite-Pee
  4. Chic ‘N’ Stu
  5. Prison Song
  6. Violent Pornography
  7. Aerials
  8. I-E-A-I-A-I-O
  9. Darts
  10. Genocidal Humanoidz
  11. Needles
  12. Deer Dance
  13. Radio/Video
  14. Dreaming
  15. Hypnotize
  16. ATWA
  17. Bounce
  18. Suggestions
  19. Psycho
  20. Chop Suey!
  21. Lonely Day
  22. Lost in Hollywood
  23. Tentative
  24. Spiders
  25. Forest
  26. DAM
  27. War?
  28. Toxicity
  29. Sugar
Articolo PrecedenteFoo Fighters agli I-Days Milano 2026: il grande ritorno dopo 8 anni tra roventi emozioni e rock puro
Marcella D’Amore è artista/pittrice Italiana. Nasce a Roma nel 1965 e si diploma al II Liceo Artistico Statale di Roma nel 1983. Dopo il liceo comincia subito a dipingere, indirizzandosi verso uno stile figurativo paesaggistico. Tra il 1984 ed il 1987 si trasferisce a vivere a Londra ed una volta rientrata a Roma, frequenta le gallerie e i centri culturali della capitale. Dagli anni 90 ai 2000, partecipa a diverse collettive e mostre personali. Durante questo periodo un’altra delle sue passioni, quella per il cinema, cresce con sua grande soddisfazione. Diventa dunque attrice e figurante in film come : ” La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “Ocean’s Twelve” di Steven Soderbergh , “Mission Impossible 3” di JJ Abrams , nella serie tv “Roma ” e in un gran numero di fiction e film italiani. Nel 2007 si trasferisce nelle vicinanze di Termoli, Molise. La sua pittura che fino ad allora aveva rappresentato soggetti di giardini inglesi, campagne in fiore, marine con barche a secco, trabocchi; ha una svolta con un cambiamento di stile radicale nel 2011, quando nella sua ambizione di sperimentare nuove tecniche, si orienta verso l’arte astratta sfociando nel simbolismo e nell’informale e soprattutto nella pop art, che sta tuttora sviluppando in un progetto dedicato principalmente al mondo della musica.