Dave Grohl sul palco degli I-Days Milano 2026 all'Ippodromo SNAI La Maura

Si sono fatti attendere per ben otto anni, dopo aver dovuto cancellare due volte le date italiane per cause di forza maggiore — dalla pandemia alla tragica scomparsa del rimpianto Taylor Hawkins. Ma domenica 5 luglio 2026, l’attesa è finalmente finita: i Foo Fighters sono tornati in Italia per un’unica, indimenticabile data targata I-Days Milano Coca-Cola, accendendo l’Ippodromo SNAI La Maura.

Dopo le esibizioni di Maroon 5 e Florence + The Machine nei giorni precedenti, la band guidata da Dave Grohl — affiancata in apertura da Idea e Fat Dog — ha regalato uno spettacolo travolgente di fronte a un’infinita marea umana.

65.000 fan sfidano il caldo per Dave Grohl e compagni

Nonostante una giornata caldissima che ha messo a dura prova la comunità di fan giunta da ogni parte d’Italia e d’Europa, gli oltre 65.000 spettatori hanno accolto la band con un entusiasmo travolgente.

Il concerto è stato un trionfo di due ore e mezza di rock viscerale. Tra l’altro, lo show è arrivato all’indomani di una data storica: il 4 luglio, giorno in cui i Foo Fighters hanno festeggiato il 31° anniversario dalla pubblicazione del loro omonimo album d’esordio del 1995, che Dave incise interamente da solo in uno studio di Seattle dopo la fine dei Nirvana.

Tra inni generazionali, tributi e battute in italiano

La scaletta ha bilanciato sapientemente i grandi classici e i brani più recenti. Dai riff travolgenti di “All My Life”, “The Pretender”, “Times Like These”, “My Hero”, “Best of You”, “Learn to Fly” e “These Days”, fino alle nuove entrate come “No Son of Mine”, “Under You” e “The Teacher”. Immancabile e commovente il tributo ad Aurora dedicato a Taylor Hawkins, prima del consueto, esplosivo congedo sulle note di “Everlong”.

Dave Grohl ha confermato ancora una volta il suo legame speciale con l’Italia, dove trascorse lunghi periodi tra la fine degli anni ’80 e il 1990 quando suonava nei batterista degli Scream:

“Quanti di voi sono già stati a un nostro concerto?” chide alla folla. Poi, sentendo le risposte, esclama in italiano: “Minchia!”. E alla domanda “Quanti non ci sono mai stati?”, vedendo le tante mani alzate risponde scherzando con un “Che schifo!”.

L’umanità di Dave e la sorpresa con QOTSA e System Of A Down

Il frontman ha dimostrato enorme empatia anche durante un piccolo imprevisto: mentre suonavano “No Son Of Mine”, accortosi di un malore tra il pubblico nel pit, ha fermato lo show chiedendo l’intervento dei soccorritori. Mantenendo il ritmo di base insieme alla band, ha assistito la ragazza in italiano con un prolungato “Aspetta…”, per poi sincerarsi delle sue condizioni (“Signorina, stai bene? Tutto bene?”) prima di ripartire a pieno ritmo tra gli applausi.

A fine concerto, Dave ha invitato tutti ad augurare buona fortuna agli amici fraterni Queens Of The Stone Age e System Of A Down, impegnati sullo stesso palco il giorno successivo, promettendo che sarebbe rimasto a guardare lo show. Promessa mantenuta: lunedì sera Grohl è stato avvistato nel backstage scatenato a godersi il concerto!

Ci auguriamo di rivedere presto i Foo Fighters in Italia, magari con un raddoppio delle date prima della fine del tour!

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Marcella D’Amore è artista/pittrice Italiana. Nasce a Roma nel 1965 e si diploma al II Liceo Artistico Statale di Roma nel 1983. Dopo il liceo comincia subito a dipingere, indirizzandosi verso uno stile figurativo paesaggistico. Tra il 1984 ed il 1987 si trasferisce a vivere a Londra ed una volta rientrata a Roma, frequenta le gallerie e i centri culturali della capitale. Dagli anni 90 ai 2000, partecipa a diverse collettive e mostre personali. Durante questo periodo un’altra delle sue passioni, quella per il cinema, cresce con sua grande soddisfazione. Diventa dunque attrice e figurante in film come : ” La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “Ocean’s Twelve” di Steven Soderbergh , “Mission Impossible 3” di JJ Abrams , nella serie tv “Roma ” e in un gran numero di fiction e film italiani. Nel 2007 si trasferisce nelle vicinanze di Termoli, Molise. La sua pittura che fino ad allora aveva rappresentato soggetti di giardini inglesi, campagne in fiore, marine con barche a secco, trabocchi; ha una svolta con un cambiamento di stile radicale nel 2011, quando nella sua ambizione di sperimentare nuove tecniche, si orienta verso l’arte astratta sfociando nel simbolismo e nell’informale e soprattutto nella pop art, che sta tuttora sviluppando in un progetto dedicato principalmente al mondo della musica.