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“Imagine all the people, living for today …”

Ricordiamo oggi John Lennon, a 35 anni dalla sua scomparsa.
John Lennon, l’ex-Bealte, il pacifista, l’uomo che aveva fatto sognare più di una generazione, era stato assassinato, con 5 colpi di pistola, la notte dell’8 dicembre 1980 sotto gli occhi increduli della moglie Yoko Ono e praticamente sotto casa, di fronte all’ingresso del Dakota Building, l’edificio di Manhattan dove Lennon viveva con Yoko ed il figlioletto Sean.

Il suo assassino, Mark David Chapman, tuttora in detenzione in un istituto psichiatrico, lo aveva aspettato lì da almeno 4 ore. Chapman possedeva una lista di altre star tra le sue possibili vittime, tra  gli altri bersagli c’erano infatti anche Keith Richards e David Bowie, ma probabilmente Lennon risultò il più facilmente avvicinabile. Senza volerlo il cine/foto amatore Paul Goresh (fan ed amico di Lennon) era anche questi in attesa di incontrare il cantante nel medesimo posto, scattò la ormai famosissima foto dove si vede Chapman che si sta facendo autografare un vinile da Lennon poche ore prima del suo folle gesto.

Da un’ intervista allo stesso Goresh emerge che aveva notato l’atteggiamento anomalo e schizofrenico di Chapman, ma mai avrebbe immaginato che da lì a poco, quel giovane uomo, si sarebbe trasformato in un omicida.

lennon

Ricordo bene quel periodo di fine 1980. Ero una ragazzina innamorata delle canzoni dei BEATLES. John Lennon aveva pubblicato da poco, dopo 5 anni di silenzio, un nuovo inaspettato album con la collaborazione di Yoko Ono, “Double Fantasy”. La notte in cui fu ucciso, stata lavorando in studio, allo scheletro di un album successivo. Voleva ricominciare ad essere il Lennon di sempre, “Starting Over”, come il titolo del brano che apriva l’album di “Double Fantasy”. La corsa al Roosevelt Hospital, fu inutile per il povero John, dove vi giunse praticamente già morto. In quell’ospedale si conservano ancora oggi come una reliquia, le lenzuola insanguinate della barella con cui lui era stato trasportato.

A noi invece cosa è rimasto? Oltre alle canzoni dei BEATLES e dello stesso John da solista o coinvolto in altri progetti musicali, per i più fortunati, una passeggiata al Central Park di New York,  nella zona del parco a lui dedicata denominata “Strawberry Fields”.

Chi lo desidera, pone un fiore sulla scritta a mosaico “Imagine”, in nome del bel messaggio che lui ci ha lasciato:

 

“Imagine all the people living life in peace …”

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Marcella D’Amore
Marcella D’Amore è artista/pittrice Italiana. Nasce a Roma nel 1965 e si diploma al II Liceo Artistico Statale di Roma nel 1983. Dopo il liceo comincia subito a dipingere, indirizzandosi verso uno stile figurativo paesaggistico. Tra il 1984 ed il 1987 si trasferisce a vivere a Londra ed una volta rientrata a Roma, frequenta le gallerie e i centri culturali della capitale. Dagli anni 90 ai 2000, partecipa a diverse collettive e mostre personali. Durante questo periodo un’altra delle sue passioni, quella per il cinema, cresce con sua grande soddisfazione. Diventa dunque attrice e figurante in film come : ” La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “Ocean’s Twelve” di Steven Soderbergh , “Mission Impossible 3” di JJ Abrams , nella serie tv “Roma ” e in un gran numero di fiction e film italiani. Nel 2007 si trasferisce nelle vicinanze di Termoli, Molise. La sua pittura che fino ad allora aveva rappresentato soggetti di giardini inglesi, campagne in fiore, marine con barche a secco, trabocchi; ha una svolta con un cambiamento di stile radicale nel 2011, quando nella sua ambizione di sperimentare nuove tecniche, si orienta verso l’arte contemporanea sfociando nel simbolismo e nell’informale. Attualmente sta continuando a lavorare su questo progetto

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