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Il 2020 non è stato un anno facile per Dave Grohl ed i FOO FIGHTERS , così come molti altri loro colleghi e personaggi del mondo dello spettacolo, che a causa della pandemia, hanno dovuto cancellare interi tour ed altri eventi.

Ma Grohl non si è dato per vinto ed ha fatto davvero di tutto per non farci mancare la sua presenza, fino a dedicarsi anche ad attività alternative, quale quella di scrittore.

Intanto, aveva girato questo bel documentario “What Drives Us” al quale era stato abbinato un tour, detto Van Tour, di poche date nel nord degli USA, le stesse del tour di debutto dei FOO FIGHTERS nel lontano 1995, nonché un altro bel modo di festeggiare il venticinquesimo anno di vita della band. 

Il tour viene cancellato, ma dopo lunga attesa il documentario finalmente viene acquisito dalla Coda Collection ed esce via streaming il 30 aprile scorso, mentre fuori dagli USA è disponibile tramite Amazon Prime.

“What Drives Us” è diretto da Dave Grohl ma prodotto da dall’intera band dei FOO FIGHTERS.

E’ davvero un bel film, che forse meritava più episodi e più attenzione da parte delle critica.

Nei titoli di coda possiamo ascoltare “Nausea”, cover dagli X, cantata da Violet Grohl con Dave Grohl and Friends, la cover band o supergroup che vede anche Dave Lombardo alla batteria e Krist Novoselic al basso.

 “What Drives Us”, ci racconta della vita in tour a bordo di furgoni, spesso di fortuna, di diverse oggi famosissime band, inclusi naturalmente i FOO FIGHTERS stessi, ma anche ed ovviamente i NIRVANA, dai BEATLES fino alle più giovani promesse dei giorni nostri.

Photo by Magdalena Wosinska

Quindi si avvale della collaborazione di diversi colleghi ed amici di Grohl e compagni.

Ringo Starr, Flea, Slash, The Edge, Lars Ulrich, St. Vincent, Brian Johnson, Steven Tyler, tanto per citare alcuni tra i più importanti. Ciascuno racconta la propria esperienza, condita di aneddoti , ma anche di particolari episodi mai raccontati prima.

Per i FOO FIGHTERS non mancano filmati domestici inediti, dei primi tour della band.

Dave Grohl sostiene che il loro furgone abbia salvato letteralmente la band nei primi incerti tempi, quando appunto, non credevano neppure di poter continuare e certamente non avrebbero mai sognato di arrivare a festeggiare un venticinquesimo, ormai ventiseiesimo, anno insieme, raggiungendo un livello di fama altissimo.

Trattasi dell’ormai leggendario furgone rosso, ancora in possesso dei FOO FIGHTERS.

Il furgone sia per i FOO FIGHTERS che per le altre band citate nel film, non era solo mezzo di trasporto anche per  l’equipaggiamento, strumentazione etc.,  ma in realtà una vera e propria casa, il rifugio ideale per chi non poteva permettersi neppure una notte in hotel e naturalmente tutto questo comportava anche notevoli rischi.

E quando non si era in furgone, si cercavano alloggi di fortuna, da amici, parenti, gente di buon cuore, che offrivano loro un pasto ed un pavimento dove dormire.

Si macinavano chilometri, con qualsiasi tipo di tempo, con pochi soldi in tasca talvolta appena sufficienti per il viaggio di ritorno ed un pacchetto di sigarette, ottenendo molte soddisfazioni quanto cantonate e delusioni.

Faceva tutto parte del gioco, dell’essere “on the road”, esperienze di vita per alcuni, nonostante la grande fama acquisita successivamente, difficili da dimenticare.

Dice Dave Grohl in tal proposito :

“Tutte le più grandi band del mondo dovevano cominciare da qualche parte. Tutti quelli che io conosco hanno cominciato così, in un furgone. Ciò che accade nel furgone è il fondamento di ciò che diventiamo. Crea questa prospettiva unica che condividiamo tutti. Personalmente, non credo che sarei ancora qui se non fosse per quelle prime esperienze, i tour in furgone, i tour con i miei amici. Se non fosse per quel vecchio furgone, non so dove sarei”.

Siamo nel 2021, ma nonostante tutto, da qualche parte del mondo c’è chi ancora è disposto a viaggiare in tour in un furgone scassato, inseguendo il proprio sogno.

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Marcella D’Amore è artista/pittrice Italiana. Nasce a Roma nel 1965 e si diploma al II Liceo Artistico Statale di Roma nel 1983. Dopo il liceo comincia subito a dipingere, indirizzandosi verso uno stile figurativo paesaggistico. Tra il 1984 ed il 1987 si trasferisce a vivere a Londra ed una volta rientrata a Roma, frequenta le gallerie e i centri culturali della capitale. Dagli anni 90 ai 2000, partecipa a diverse collettive e mostre personali. Durante questo periodo un’altra delle sue passioni, quella per il cinema, cresce con sua grande soddisfazione. Diventa dunque attrice e figurante in film come : ” La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “Ocean’s Twelve” di Steven Soderbergh , “Mission Impossible 3” di JJ Abrams , nella serie tv “Roma ” e in un gran numero di fiction e film italiani. Nel 2007 si trasferisce nelle vicinanze di Termoli, Molise. La sua pittura che fino ad allora aveva rappresentato soggetti di giardini inglesi, campagne in fiore, marine con barche a secco, trabocchi; ha una svolta con un cambiamento di stile radicale nel 2011, quando nella sua ambizione di sperimentare nuove tecniche, si orienta verso l’arte astratta sfociando nel simbolismo e nell’informale e soprattutto nella pop art, che sta tuttora sviluppando in un progetto dedicato principalmente al mondo della musica.

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